Inserito da: paolone | 2 Luglio 2007

Elisabetta va alla guerra

Accadono a volte eventi e fenomeni che quasi mi convincono della giustezza della scelta ideologica del razzismo, intendendo con questo la concezione che esistano “razze”, variamente identificate come ceppi etno-linguistico-culturali, intrinsecamente “intefriori” e “malefici” per l’umanita in generale. Se mai dovessi divenire propriamente razzista io penso che non troverei difficile identificare gli anglosassoni come un ceppo etnolignuistico e soprattutto culturale che si è rivelato nei secoli assolutamente pernicioso per le sorti dell’umanita.
Gli esempi di questi giorni sono sotto gli occhi di tutti: i sudditi della vecchia ladra, razzista, guerrafondaia e assassina, figlia e nipote di ladri, razzisti, guerrafondai e assassini lanciano l’ennesima provocazione mirante a colpire quanto vi sia di piu sacro nell’esistenza di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
L’origine dei fatti è ben nota: prendono un imbrattacarte da quattro soldi, una specie di Vittorio Sgarbi mezzosangue incapace di scrivere quattro parole sensate in fila, un rinnegato vendutosi all’occidente e gia colpevole secondo la sua comunita di un reato capitale (l’apostasia) e gli commissionano un libello laido e disgustoso che insulta la memoria di una persona che per un musulmano è più sacra di quella di un familiare amatissimo; il porco, invece di starsene buono e ringraziare che il crimine gia commesso non gli comporta, tutto sommato, alcuna conseguenza, accetta, si pubblicizza, muove e smuove tutte le sue conoscenze per sbattere in faccia alla comunita musulmana il frutto della sua prostituzione e fa il possibile per arrivare ad un confronto diretto, causando fra l’altro la morte di uno dei traduttori del suo libercolo e il ferimento di un altro.
Naturalmente lo stato inglese, committente del libercolo, gli offre tutta la protezione del caso, ed anzi getta alcol sul fuoco inventando addirittura minacce alla sua sicurezza e fornendogli una scorta tipo Bagnasco, cercando in ogni modo di provocare una reazione nella comunita musulmana per avere la scusa di lanciare una delle sue periodiche operazioni di repressione militare, veri e propri pogrom che occasionalmente infiammano i quartieri dei migranti.
Calmatasi, dopo molti anni la tempesta, la vecchia ladra decide di rinfocolare gli odi nominando l’imbrattacarte baronetto proprio mentre il suo esercito di mercenari assassini fa strage di musulmani in Afghanistan e Iraq, e contemporaneamente i suoi servizi segreti piazzano due false autobombe che non potevano esplodere nel centro di Londra (e devo dire che se fossero esplose ed avessero eliminato un po’ di discotecari impasticcati e zoccolette inglesi da monta io non avrei versato una lacrima, ma quelli sono tutti elettori di Blair e non potevano permettersi di sprecarli, da cui le bombe-non-bombe).
Il risultato di tutto questo? Il risultato è che quando un’auto ha avuto un’incidente all’aeroporto di Glasgow, ha preso fuoco e si è schiantata contro le barriere “anti-terrorismo” i due poveracci che si trovavano a bordo sono stati aggrediti da una folla di bestie inglesi assetate di sangue che li hanno quasi linciati e probabilmente hanno anche cercato di bruciare vivo uno dei due, e naturalmente la cosa verra fatta passare per sempre dai media ufficiali come un altro “attentato”.
Questa è la civilta inglese. Ditemi che mi sbaglio se penso che se quell’isola schifosa sprofondasse nell’oceano il mondo non starebbe almeno un po’ meglio.


Risposte

  1. Ti definisci filo-islamico quindi fascista, è naturale allora che tu ritenga gli anglosassoni dei perniciosi nemici dell’umanità, con le mazzate che hanno dato al fascismo. Dai tempi dell’alleanza Palestinesi-Nazisti non è cambiato molto, soltanto che gli islamici si stanno riversando a milioni nel mondo anglossassone per togliersi la fame dai fianchi, qualcuno di loro mette bombe sugli autobus dei pendolari, e tu ti meravigli che un autobus in fiamme in un areoporto produca una reazione violenta. Una soluzione c’è : rimandare gli islamici nelle loro tribù, da dove non avremmo mai dovuto farli uscire, e dove nessuno li aggredirà anzi potranno stare tutto il giorno col sedere all’aria, a salmodiare i precetti del profeta.


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