Inserito da: paolone | 3 Gennaio 2008

Onore ai martiri

Quello che si è consumato pochi giorni fa a Rawalpindi è senza ombra di dubbio un delitto d’onore: un delitto in cui un martire ha restituito una piccola misura di onore al proprio popolo e alla propria terra giustiziando una traditrice.

Benazir Bhutto era una vile traditrice a cosi tanti livelli che si rende necessario elencarli tutti per comprendere l’entita dei crimini che ha commesso e che si preparava a commettere.

Era innanzitutto una traditrice della sua cultura e della sua religione col suo ostinarsi a voler essere ostentatamente donna e politico, tradendo i precetti di una forma di Islam fra le piu pure e le piu moralmente intransigenti nella difesa dalla laicizzazione e dalla promiscuita occidentalista, era una traditrice col suo trucco pesante che ricordava una prostituta indiana (e dunque indu, e dunque aberrazione, abominazione, mostruosita pagana da eradicare per il puro Islam pakistano oppresso per secoli dall’imperialismo e nazionalismo indu), col suo velo svergognatamente tirato indietro a provocare il pudore della gente semplice che si divertiva a scandalizzare e corrompere col suo esempio.

Era poi una traditrice del suo Paese con la sua ostinazione a forzare l’introduzione del cancro liberaldemocratico, invenzione occidentale, peggio, invenzione degli odiati colonizzatori, le bestie genocide inglesi, in un Paese che non era e non desiderava essere pronto ne socialmente ne culturalmente ne politicamente per esso.

Era una traditrice del Sud del mondo, una candidata voluta e imposta dagli inglesi e dai loro compari ameriCani, una candidata del capitalismo totalitario e genocida imposta per difendere gli interessi delle multinazionali occidentali che schiavizzano bambini.

Era infine una traditrice della resistenza globale contro il mostro americano-sionista, contro la crociata globale di genocidio anti-islamico, resistenza che il popolo pakistano supporta con tutte le sue forze: era infatti la candidata che aveva promesso operazioni militari congiunte contro i villaggi del Waziristan che beffano i supersoldati yankee offrendo protezione ai compagni della resistenza afghana.

Un “delitto d’onore” dunque: un atto di giustizia, l’esecuzione di una criminale, di una serva degli ameriCani, ad opera di un eroe e Martire che diventerà un simbolo per la resistenza globale.


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