Inserito da: paolone | 18 Gennaio 2008

Grandi del nostro tempo: Vladimir Putin

Il presidente russo ha pieno diritto a fregiarsi del titolo di eroe del nostro tempo. Grazie alla sua azione ha ridato alla Russia dignità e orgoglio, ne ha fatto la prima potenza economica mondiale ed ha contrastato con successo la subdola penetrazione occidentalista della Nato e dell’Unione Europea in quella che è storicamente l’area di influenza russa.

Vladimir Putin è il leader più amato dal suo popolo nella storia dell’umanità, un titano politico capace di ricostruire praticamente da solo il prestigio e la potenza ineguagliata della vecchia Unione Sovietica, e grazie alla sua geniale politica di gestione delle risorse sta umiliando tutti i nemici della Russia (come le “repubbliche” baltiche e la traditrice Ucraina) e attraverso loro i loro burattinai angloameriCani.

Vorrei pero concentrarmi su una successione di episodi che in questi ultimi mesi mi hanno dato la massima soddisfazione e gioia, ovverosia la impressionante sequenza di umiliazioni che Zar Vladimir ha inflitto alla Grande Prostituta, l’Isola del Male, la “Gran” Bretagna.

Tutti sappiamo della manovra con cui il khazaro Berezovsky ha assassinato il suo lacchè, Alexandr Litvinienko, dopo che questo aveva smesso di essergli utile nelle trame anti-russe, e nel tentativo di gettare fango sulla leadership di Putin e di provare le fantasiose accuse che Litvinenko stesso aveva lanciato contro il suo ex-dirigente che non gli aveva fatto fare carriera nonostante le raccomandazioni, ma il fatto interessante è che i burattini di Berezovsky nel governo inglese hanno cercato di addossare la colpa dell’assassinio su un politico antimperialista russo, arrivando addiruttura a chiederne l’estradizione, in un calcolato insulto alla sovranita russa.

Gli antimperialisti di tutto il mondo stanno godendo in questi giorni assistendo alle ripetute umiliazioni inflitte alle ambizioni imperiali inglesi, come la chiusura di quella fonte di contaminazione e colonialismo culturale che è il British Council nelle grandi citta russe, e il frenetico ed inutile agitarsi e starnazzare dei politicanti inglesi, surclassati sul piano diplomatico da un gigante della geopolitica come Zar Vladimir e frustrati nelle loro ambizioni di infiltrazione e sostegno dei cosiddetti “diritti civili” in Russia attraverso istituzioni ambigue come il British Council.

Zar Vladimir prende due piccioni con una fava, umiliando sulla scena internazionale i nemici inglesi dell’umanita e allo stesso tempo riducendo l’ingiusto vantaggio che gli angloameriCani si arrogano costringendo il mondo a usare il loro cacofonico idioma come “lingua internazionale”. Chiudendo le sedi del British Council si riduce la possibilita di fare propaganda alla lingua inglese, si riducono le occasioni di insegnamento e soprattutto si riducono le possibilita di formare agenti di influenza della lingua inglese (“insegnanti”). Se tutti i Paesi del mondo seguissero l’esempio di uno dei pochi leader veramente grandi e lungimiranti, l’ingiusto vantaggio goduto dagli angloameriCani, che garantisce loro ineguagliate possibilita di penetrazione e contaminazione culturale, verrebbe cancellato.

Io per primo, se avro figli, non commettero l’errore dei miei genitori e impediro loro di imparare la lingua imperiale del Nemico. Le loro possibilita di arricchimento culturale saranno di gran lunga superiori imparando il francese, il russo o il cinese.


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